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Serpenti, 2017

Oggetto-installazione (legno, motorino elettrico, cera, latex e materiali vari)

Dimensioni: 72 x 72 x 84 cm
Idea e realizzazione: Luisa Figini
Costruzione del prototipo: Attilio Wismer
Aiuto tecnico di realizzazione: Franco Gotta

Unheimlich/Perturbante

Spaesamento
Trasalimenti
Scene primarie riscontrabili anche in un inconscio collettivo
Gioco e inquietudine
Slittamento tra realtà, surrealtà, sogno

Un’Alba da primo giorno del mondo e un sogno, che emerge dal buio del sonno quale unica possibilità di coscienza strappata al luogo della non-coscienza per antonomasia.

Accettare di avventurarsi, anche per tutti gli altri - questo credo sia il lavoro dell’artista - in un Unheimlich che è domestico e estraneo nello stesso tempo, profondamente enigmatico e inquietante proprio perché non si possiede una lingua per poterlo intendere.

Porre su di sé, nel viaggio, il tema della costruzione di questa lingua, il tema della traduzione nel senso letterale del termine trans-ducere, condurre al di qua e al di là, trasportare oltre, mondi separati.

Accettando di perdere dei pezzi per strada, accettando di stare nell’entre-deux, nella differenza, nella sospensione, che sono tanto più vasti e perturbanti, quanto più gli universi d’espressione sono lontani.

Traduzione che parla anche della trasformazione di una visione notturna così eterea e nel contempo così emotivamente densa, in cosa concreta e in opera d’arte che sappia mantenere una simile forza espressiva.

Traduzione che dica il percorso, appunto, che l’oggetto deve compiere per raggiungere una forma “giusta”, frutto della relazione che si sarà creata tra l’immagine iniziale, l’autore e le tecniche realizzative che questi avrà saputo attivare.

Traduzione che apparenta, nel mio sentire, questo lavoro a quello degli alchimisti, che cercavano di esprimere profondi contenuti simbolici interiori proiettandoli sugli elementi materici, che cercavano cioè “la potenza di Dio nella materia”.

E sarà l’opera che dirà l’ultima parola all’autore stesso, ciò che lui non sapeva di non sapere.

Un prototipo a tre dimensioni (72 x 72 x 84 cm) di legno, in cui serpenti girano attorno ad una torre ziggurat: un movimento cosmico di animali dai significati molteplici a livello simbolico che evocano forze primordiali e sentimenti contrastanti. Richiamano, i serpenti, le parti più oscure della psiche e l’energia indifferenziata dell’inconscio, ma anche la Funzione trascendente; sono l’emblema della cura, della medicina e sono simbolo di rinascita a causa delle loro mute.

Le figurine, gli animali e gli elementi del paesaggio provengono in parte da una collezione di figure in miniatura del Gioco della Sabbia (terapia junghiana che permette di rappresentare teatri di scene interiori in uno spazio protetto).



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